I 3 Maestri

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Ci sono 3 Maestri di Taichi, ognuno dei quali è dotato delle medesime abilità. Però, ognuno di essi, cita una fonte della conoscenza diversa.

  1. Il primo Maestro dice che le sue abilità sono il frutto di conoscenze mistiche e magiche, di una connessione con un mondo invisibile.
  2. Il secondo Maestro dice che le sue abilità sono il risultato dell’impegno e della ricerca a livello biomeccanico, di un condizionamento giornaliero del corpo.
  3. Il terzo Maestro afferma che la sue sono conoscenze esoteriche che gli sono state donate da un Gran Maestro di una scuola che è stata segreta per centinaia di anni.

Pensaci un attimo… da chi preferiresti imparare? A quale dei tre ti affideresti?

Quello che accade normalmente è questo:

  • Se hai un pensiero di tipo magico, quindi ami affidarti a quel che non è spiegabile con la razionalità, andrai dal primo Maestro.
  • Se invece hai un modo di pensare razionale/scientifico andrai dal secondo Maestro.
  • E se il tuo modello di pensiero tende a essere affascinato dal potere elitario andrai dal terzo Maestro.



Vittime di noi stessi

Ognuno di noi nel corso della vita fa delle scelte giudicando cosa è meglio e cosa è peggio, non sulla base della conoscenza di una materia, ma sulla base di come questa viene presentata, rispettando determinati modelli precostituiti nella nostra mente.
Questo ci dice quanto, mediamente, siamo vittime dei nostri banali schemi mentali che ci portano a essere chiusi verso coloro che, a monte, abbiamo già deciso di etichettare come “non validi”. Tendiamo a fidarci di chi rispecchia il nostro modello comportamentale e di chi conferma e non mette in crisi le nostre idee precostituite. Quindi ci fidiamo di chi conferma quel che già pensiamo di sapere o che consideriamo a prescindere giusto.
Questo modo di pensare e di agire ci fa perdere lentamente spirito critico, nei confronti di noi stessi, quindi blocca la nostra crescita personale, tra le altre cose.

Il compito dell’allievo

Essere pronti ad accogliere la conoscenza che qualcuno ci vuole donare, è un lavoro arduo, perchè significa mettere in discussione le nostre convinzioni e accettare che esistono persone che, magari inaspettatamente, potrebbero insegnarci delle cose nuove, a prescindere dai nostri pregiudizi.
Far questo è il lavoro dell’allievo che davvero vuole imparare qualcosa da un insegnante, da un Maestro/a, da una guida. E se riesci a essere così in ogni occasione e di fronte a qualsiasi persona, anche quella che consideri più stupida, l’unica cosa che ti potrà accadere è che la tua mente diventerà sempre più elastica e capace di fare connessioni tra i vari aspetti della vita, ergo: diventerai più intelligente. Inoltre questa modalità, ci insegna a non fermarci sulla superficie.

Il lavoro del Maestro

Il lavoro del Maestro, invece, è quello di non trattenere la conoscenza per sé stesso. Il vero scopo di imparare qualcosa è quello di passarlo agli altri e non di usare la conoscenza, qualsiasi essa sia, per avere un potere sugli altri. Noi siamo ponti della conoscenza, non camere blindate. Non dovremmo mai farci seppellire prima di aver provato a condividere, in modo sincero e aperto, quel che abbiamo appreso. Un vero Maestro ha capito questo, tutti gli altri sono venditori di nulla. Magari un nulla ben confezionato, ma pur sempre un nulla.

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Buona pratica a tutti,
© Valerio Bellone

English Version

THE 3 MASTERS

There are three Taichi Masters, each of whom has the same skills. However, each of them say that the source of knowledge is different.

  1. The first Master says that his skills are the result of mystical and magical knowledge, of a connection with an invisible world.
  2. The second Master says that his skills are the result of biomechanical commitment and research, of a daily conditioning of the body.
  3. The third Master says that his has esoteric knowledge that was given to him by a Grand Master from a school that has been secret for hundreds of years.

Think about it for a moment … who would you rather learn from? Which of the three would you trust?

What normally happens is this:

  • If you have a magical thought, then you love to rely on what cannot be explained by rationality, you will go to the first Master.
  • If instead you have a rational / scientific way of thinking you will go to the second Master.
  • And if your thought pattern tends to be fascinated by elitist power you will go to the third Master.



Victims of ourselves

Each of us in the course of life makes choices by judging what is better and what is worse, not on the basis of the knowledge of a subject, but on the basis of how it is presented, respecting certain pre-built patterns in our mind.
This tells us how much, on average, we are victims of our banal mental patterns that lead us to be closed to those we have already decided to label as “not good”. We tend to trust those who reflect our behavioral model and those who confirm our preconceived ideas, rather than those who question them. So, in the end, we trust those who confirm what we already think to know or what we think it is correct and good.
This way of thinking and acting makes us slowly lose our critical spirit towards ourselves, therefore it blocks our personal growth, among other things.

The student’s task

Being ready to welcome the knowledges that someone wants to give us it is a difficult job, because it means questioning our beliefs and accepting that there are people who, perhaps unexpectedly, could teach us new things, regardless of our prejudices.
Doing this is the work of the student who really wants to learn something from a Master, a teacher, a guide.
If your mind can be open on every occasion and in front of any person, even the one you consider stupid, the only thing that can happen to you is that your mind will become increasingly capable of making connections between the various aspects of life, in few words: you will become smarter. Furthermore, this mode teaches us not to stop on the surface.

The work of the Master

The Master’s job, on the other hand, is to not retain knowledge for himself. The real purpose of learning something is to pass it on to others and not to use knowledge, whatever it is, to have power over others. We are bridges of knowledge, not armored rooms. We should never be buried before trying to sincerely and openly share what we have learned. A true Master has understood this concept, all the others are sellers of nothing; maybe a “nothing” well packed, but still a nothing.

Good practice to everyone,
© Valerio Bellone

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