Le 8 forze, anche note come gli 8 cancelli del taijiquan

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Descrivere le 8 energie (o forze) del taijiquan, anche conosciute come gli 8 cancelli associati agli 8 trigrammi, non è semplice. Difatti ti consiglio di trovare un maestro perché non si può comprendere attraverso le parole qualcosa che va sentito con il corpo.

Essendo il taijiquan un’arte interna il rischio è di banalizzare i concetti di base trasformandoli in meri esercizi di stile esterni, oppure, al contrario, trasformando il tutto in un finto misticismo inutile.
La verità di tutto quello che riguarda il taijiquan sta nel mezzo. Si tratta infatti di un’arte marziale che muove il corpo “esterno” attraverso l’utilizzo di forze “interne” e metodi psichici.

Se all’inizio della pratica può avere senso che un novizio impari a conoscere esclusivamente il proprio corpo esterno, con il passare del tempo sarà comunque fondamentale che questo si avvicini alla conoscenza delle forze più complesse “invisibili”, che permeano, tra le altre cose, anche gli 8 cancelli.

Anche se non sei interessato alle applicazioni e implicazioni marziali del taijiquan, dovresti comunque studiare gli 8 cancelli dato che sono molteplici gli insegnamenti che potranno avere effetto sulla tua vita quotidiana. Lo studio di questi può migliorare la tua intuizione e aumentare la saggezza nel corso della tua vita. Qualsiasi maestro gentile, rispettoso ed esperto, può mostrarti come praticare gli 8 cancelli in modo sicuro e disinvolto, così da poter sentire le loro energie e scoprire i loro “misteri”.

Nella spiegazione che segue alcuni concetti verranno sintetizzati e spiegati principalmente in modo fisico marziale per necessità divulgative in forma scritta.



Gli 8 cancelli

Ogni postura del taijiquan nasconde al suo interno almeno uno degli 8 cancelli che dominano il movimento. È così che il taijiquan è stato originariamente costruito, come anche affermato nei classici del taijiquan.
Ognuno degli 8 cancelli sfrutta un particolare tipo di “energia” (forza). Ognuna di queste forze ha diversi livelli di yin e yang. Ad esempio, il cancello di Zhou è notevolmente yang ed è palesemente aggressivo. Il cancello Lui al contrario è molto elusivo e yin.
Sebbene siano soprannominati “cancelli”, sono più simili a schemi di movimento utili a raggiungere un particolare obiettivo.
Alcuni degli 8 cancelli fanno avanzare, mentre altri fanno ritirare. Alcuni sono improvvisi e (apparentemente) appaiono dal nulla, mentre altri sono più deliberati. Alcuni sono applicati da una “lunga” distanza e altri, come Kao, si applicano da distanza ravvicinata.

Ognuno degli 8 cancelli è simboleggiato da uno degli 8 trigrammi dello Yijing (o I-Ching, lo puoi acquistare qui), il noto “Libro dei mutamenti”, finito di essere redatto, per come lo conosciamo oggi, all’incirca nel 700 a.C. anche se alcuni storici lo datano 1030 a.C.
Questi simboli formano la geometria che è, tra le altre cose, il cuore delle filosofie taoista e confuciana. I trigrammi sono composti ciascuno da tre livelli di linee. Le linee sono continue o tratteggiate (spezzate in due). Lo Yang è tradizionalmente simboleggiato da una linea continua e lo Yin da una linea tratteggiata.

Ecco gli 8 trigrammi

Ci sono quindi otto modi di dirigere la forza (energia) attraverso le braccia, associate agli otto trigrammi. Questi, insieme ai “Cinque Passi” (o 5 direzioni), fanno parte delle “Tredici Posizioni” del Taichi. Le tredici posizioni unite alle “Cinque Qualità” (Ting, Dong, Hua, Na e Fa) e i “Tredici principi” sono il cuore dell’arte.

LE QUATTRO MANI PRIMARIE

(Quattro direzioni cardinali)

 

PENG

Il primo degli 8 cancelli è quello più yang. È simboleggiato dal trigramma con 3 linee Yang (Ch’ien: il Creativo, forte, Cielo, padre). Ciò significa che la natura di questo movimento è espansiva. Cerca di occupare spazio e rimbalzare via gli ostacoli. Questo cancello è chiamato P’eng (cinese: 掤).
In una certa misura Peng è presente anche negli altri 7 cancelli. Se viene applicato attraverso un pugno, un calcio o un altro tipo di colpo, penetra profondamente nell’avversario.
Mentalmente e spiritualmente è una presenza sicura e assertiva a tutto campo. È l’abbondanza e la vitalità che brilla luminosamente.
Questo movimento circolare verso l’alto, in avanti o indietro, cedendo o compensando di solito con le braccia per distruggere il centro di gravità dell’avversario viene spesso tradotto in inglese “Ward Off“.

È una qualità che risponde all’energia in arrivo aderendo e facendo rimbalzare via come farebbe una grande palla di gomma gonfiata e spinta contro un muro.
Con Peng non rispondi alla forza con la tua forza muscolare per respingere, bloccare o allontanare l’attacco. Peng è una risposta di tutto il corpo, l’intera postura, unificata nel proprio centro, radicata e capace di raccogliere e quindi restituire l’energia dell’avversario.

Ci sono 6 archi nel corpo che possono essere usati nel Peng: entrambe le braccia, entrambe le gambe, l’arco della colonna vertebrale e l’arco del petto. Peng viene spesso definito come una specie di energia “rimbalzante” . È anche considerato il modo fondamentale di fornire energia.
Il punto di agopuntura su cui concentrarsi nel P’eng è il Ming Men 命門 (GV 4)

 

LUI

L’energia “opposta” al cancello Peng è (cinese: 捋). Questo cancello è simboleggiato dal trigramma con tre linee tratteggiate yin (Kun: il Ricettivo, devoto, Terra, madre), che indicano che il carattere del movimento è contraente (o cedevole). Crea un vuoto o un’assenza. Può attirare l’avversario o, con pochissimo sforzo, parare, cedere e sparire dall’attacco dell’avversario. Come in una famosa citazione attribuita al noto attore e marzialista Bruce Lee: “Il modo migliore per affrontare l’attacco di un avversario è di non essere lì“. Questa è l’essenza del cancello Lui. Dissipa l’energia di un avversario o semplicemente la lascia bruciare senza che però abbia effetto.
Mentalmente e spiritualmente è una resa totale, ma con l’intento di sopravvivere. È il potere della pace, del silenzio e dello spazio.

Spesso è tradotto in inglese come “Rollback”. Maggiore è la forza del suo attacco, maggiore è la conseguente perdita di equilibrio da parte del nostro avversario.
Lui può essere pensato per qualsiasi tipo di movimento di svolta che devia (reindirizza) la forza dell’avversario dal centro verso un lato. Neutralizza (assorbe) la forza dell’avversario e gli fa perdere l’equilibrio.

Nei classici del tai chi, lui significa “condurre la forza dell’avversario nel vuoto“, o “attirare nel vuoto” deviandolo di lato. Il tuo movimento del corpo si arrende alla forza in arrivo del tuo avversario.

La tattica è di presentare un falso bersaglio per l’avversario da attaccare. Durante l’attacco, il difensore consente al movimento dell’attaccante di superare il punto in cui si aspetta di andare e poi viene sbilanciato. Si tratta di una forza yin cedevole.
Il punto di agopuntura su cui concentrarsi è Tan Zhong 膻中 (Ren Mai 17 – CV 17).



JI

Ji (cinese tradizionale: 擠) è un cancello simboleggiato dal trigramma con una solida linea yang inserita tra due linee yin (K’an: l’Abissale, pericoloso, Acqua, 2° figlio). È usato a distanza ravvicinata, un modo per guadagnare spazio da un avversario che ti sta soffocando. Viene anche usato per riprendere una posizione comoda e vantaggiosa dopo aver subito un blocco su una propria articolazione al braccio, così da liberarsi dell’energia di un avversario. È sottile, come dimostra la maggior parte delle linee yin, ma ha un’energia decisiva ed espansiva nascosta all’interno di un “piccolo movimento”.

Mentalmente e spiritualmente insegna a prendere una brutta situazione per trasformarla a proprio favore così da avere un risultato finale positivo. Insegna anche che possiamo trasformare una situazione di mancanza in abbondanza, se però impariamo a cambiare la nostra prospettiva all’interno della situazione.

Ji viene spesso tradotto come “Pressing Energy” e funziona in due modi: (1) avanzare per incontrare (ricevere) l’avversario, quindi aderire e creare un’azione. (2) Applicare una forza di reazione, come una palla che rimbalza su un muro o una moneta lanciata su un tamburo.

Ji può essere pensato all’azione di spremere la tua forza in una piccola area del tuo avversario. Questo richiede che mani e braccia lavorino insieme. Di solito Ji viene diretto in avanti verso l’avversario. Assicurati di mantenere una postura eretta.
Il punto di agopuntura su cui concentrarsi è Jia Ji.

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AN

An (in cinese: 按) è simboleggiato da un trigramma con una linea yin situata tra due linee yang (Li: l’Aderente, luminoso, Fuoco, 2ª figlia). Lo yin è nascosto nel nucleo ed è eseguito per un solo istante. An, “spingere”, ti concede più spazio fisico di “premere” (Ji), facendo uscire il tuo avversario dal tuo spazio mentre perde l’equilibrio di uno o entrambi i piedi.
Con An si inganna l’avversario eseguendo un’iniziale energia Peng (yang), utile a sollecitare una resistenza, per poi diventare, per un attimo (yin) cinetico. Infine conclude con un’espansione utile a respingere l’avversario.
Energeticamente ti insegna come cronometrare e posizionarti con la corretta energia rispetto a ciò che sta accadendo a te e intorno a te. Ti ricorda anche di cedere nel mezzo della tensione, in modo da poter neutralizzare l’energia negativa e girarla a tuo vantaggio.

Se fatto rapidamente con il palmo può apparire come un colpo. Spesso viene tradotto in inglese come “Push”.

La forza deriva dalle gambe che spingono a terra e, nello stesso momento, entrambi i palmi delle mani, dirigono l’energia Peng verso il basso.

Quando applicato, è come l’acqua che scorre. Il sostanziale è nascosto nell’insostanziale. Quando il flusso è rapido è difficile resistere. Il praticante deve immaginare il ch’i  (qi) che sale dal Dan Tian attraverso la spina dorsale, nelle braccia, nei polsi e nei palmi delle mani. Quindi, di conseguenza, si immagina che il qi sia penetri nel corpo dell’avversario.

La spinta può essere fatta in qualsiasi direzione, ma la potenza effettiva viene dalla terra attraverso le gambe. Usa la tua intenzione per dirigere la tua forza.
Il punto dell’agopuntura su cui concentrarsi è Tan Zhong 膻中 (Ren Mai 17 – CV 17)

LE QUATTRO MANI ANGOLARI

(Quattro direzioni diagonali)

 

TSAI

Tsai (o cai – cinese: 採) è simboleggiato da un trigramma con una linea yin alla base, sovrastata da due linee yang (Sun: il Mite, penetrante, Vento/Legno, 1ª figlia). In questo trigramma, l’oppressione dell’espansività dello yang lascia il posto base alla linea yin, che è così matrice.

L’applicazione marziale di questo cancello è applicata in tre modi: (1) portare la forza dell’avversario verso il basso. (2) Afferrare il braccio dell’avversario e spingerlo con forza verso il basso al tuo fianco. (3) Tagliare la forza sul nascere portandola verso il basso.
Utilizza l’elemento di velocità e della sorpresa. Tsai è aggressivo, ma deve evitare di esitare per funzionare correttamente, altrimenti ti lascia aperto al contrattacco.

Mentalmente e spiritualmente è una rapida energia che ci insegna che l’impulsività può essere utile, ma deve essere bilanciata con il ripristino di una solida base o con un buon piano di riserva.
Il potere di Tsai deriva dal centro e non dalle braccia e/o dalle mani.
Il punto di agopuntura su cui concentrarsi è Xing Gong.



LIEH

Lieh (cinese: 挒) è l’abbinamento complementare di tsai. È simboleggiato da un trigramma con una linea yang sotto e due linee yin sopra (Chén: l’Eccitante mobile, Tuono, 1° figlio). Le linee yin non possono contenere l’espansività o l’assertività di yang, quindi l’energia yang esplode quando la condizione è matura.
Questa energia marziale viene principalmente usata per far roteare via un avversario o per separare la sua forza in un movimento di lancio. Lieh solleva l’avversario tramite il principio delle leve e dei fulcri energetici e permette alla massa dell’avversario di ruzzolare via attraverso la forza di gravità.
Mentalmente insegna che possiamo trasformare una situazione negativa (oppressiva) in una positiva (espansiva) con una leva adeguata. Ci ricorda anche che bisogna essere puri nell’energia (non fisica) e nella struttura (fisica).

Lieh può emergere tirando con un braccio e spingendo con l’altro. Può essere usato per rompere la presa dell’avversario e richiede l’uso di due mani. Lieh può essere combinato con Peng così da fornire energia.
Il punto dell’agopuntura su cui concentrarsi è il Dan Tien.

 

ZHOU

Zhou (o Chou – cinese: 肘) può essere il più “distruttivo” dei cancelli. Ti dà forza in una situazione in cui l’avversario sta cercando di soffocare il tuo potere chiudendo la distanza. Zhou è rappresentato dal trigramma con due linee yang sotto e una linea yin (Tui, il Sereno, allegro, Lago, 3ª figlia).
La linea dello yin dice che puoi ridurre la lunghezza del tuo braccio attraverso il gomito e avere ancora molta potenza d’impatto. La linea yin ci insegna anche a nascondere le intenzioni, in quanto il cancello “gomito” può essere facilmente contrastato se l’avversario si accorge che ti stai preparando ad usarlo. Puoi usare il colpo del gomito per sbilanciare il tuo avversario o per impedire al tuo avversario di controllare i tuoi gomiti.
Il punto dell’agopuntura su cui concentrarsi è Jian Jing.

 

KAO

Kao (cinese: 靠) è l’antagonista energetico del cancello Zhou, poiché è simbolizzato dal trigramma con due linee yin sotto e una linea yang sopra (Ken, l’Arresto, quieto, Monte, 3° figlio).
Viene usato per gli spazi più stretti, quando non si ha margine per un colpo con le mani o con le gambe. Il trigramma insegna che sebbene le due linee yin in basso indicano che il tuo spazio ha permesso all’avversario di entrare, la linea yang in alto mostra che puoi ancora applicare un’energia Peng espansiva.
Mentalmente ti insegna che non importa quanto sia vicina la minaccia, puoi comunque liberarti da una situazione negativa, anche se hai erroneamente co-creato il problema.

Puoi colpire o spingere con la spalla o la parte superiore della schiena. Si tratta di un’energia stridente che passa attraverso il corpo. L’energia del Peng viene mobilitata in tutto il corpo, quindi l’intero corpo viene usato come una sola unità e la forza viene erogata con la spalla o la schiena. Kao viene chiamato spesso ‘Colpo di spalla’.
Questo metodo è usato come terza linea di difesa e può essere abbastanza letale se usato alla corretta distanza.
Se la forza della spalla è insufficiente o bloccata, è possibile utilizzare la schiena o qualsiasi altra parte del corpo per fornire forza.  Il punto dell’agopuntura su cui concentrarsi è Yu Zhen.

© Valerio Bellone

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