Dove ha origine lo Yoga, cosa è, le scuole, la pratica…

Introduzione

Lo yoga è una disciplina spirituale basata su una scienza estremamente sottile che focalizza l’attenzione sul portare armonia tra mente e corpo. È un’arte e un percorso di vita.

La parola “Yoga” deriva dalla radice sanscrita “Yuj”, che significa “unirsi”, oppure “gioire” e “unire”. Secondo le scritture yogiche la pratica dello Yoga porta all’unione della coscienza individuale con quella della Coscienza Universale, indicando una perfetta armonia tra mente e corpo, tra uomo e natura.

Lo scopo dello Yoga è l’autorealizzazione utile al superamento di qualsiasi tipo di sofferenza che porta allo “stato di liberazione” (Moksha) o “libertà” (Kaivalya).
Vivere in libertà indipendentemente dal ceto sociale, godere di buona salute e dimorare nell’armonia, sono gli obiettivi principali della pratica Yoga.



“Yoga” si riferisce anche a una scienza interiore che comprende una varietà di metodi attraverso i quali gli esseri umani possono realizzare questa unione e raggiungere la padronanza del proprio destino.

Lo Yoga è considerato un “patrimonio culturale immortale” della civiltà dell’Indo Saraswati Valley, risalente al 2700 a.C., ma nel tempo è stato diffuso ed è divenuto un utile strumento per il miglioramento sia materiale che spirituale dell’intera umanità.

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2020)

Storia breve ed evoluzione dello yoga

Si ritiene che la pratica dello Yoga sia iniziata all’alba della civiltà. La scienza dello yoga ha origine migliaia di anni fa, prima che nascessero le prime religioni o sistemi di credenze.
Nella tradizione yogica, Shiva è visto come il primo yogi o Adiyogi e il primo Guru o Adi Guru, non come un dio.

Diverse migliaia di anni fa, sulle rive del lago Kantisarovar in Himalaya, Adiyogi riversò la sua profonda conoscenza nei leggendari Saptarishis (o “sette saggi” che coincidono con le sette stelle della costellazione dell’Orsa Maggiore).
I saggi portarono la potente scienza yogica in diverse parti del mondo, tra cui l’Asia, il Medio Oriente, il Nordafrica e l’America del Sud.
È interessante notare che gli studiosi moderni hanno notato, meravigliandosi, degli stretti parallelismi riscontrati tra antiche culture in tutto il mondo. In ogni caso è stato in India che il sistema yogico ha trovato la sua massima espressione attraverso Agastya, il Saptarishi che attraversò il subcontinente indiano e creò una cultura attorno a un modo di vivere yogico.

Numerosi resti fossili della civiltà della valle dell’Indo Saraswati con motivi e figure yogiche che eseguono lo yoga indicano la presenza della pratica in India.
La presenza dello Yoga è riscontrabile anche nelle tradizioni popolari, nella civiltà della valle dell’Indo, nell’eredità vedica e upanishadica, nelle tradizioni buddista e giainista, nel darshanas, nelle epopea di Mahabharat e del Ramayana, nelle tradizioni teiste di Shaiva, Vaishnava e nelle tradizioni tantriche. Inoltre c’era uno Yoga primordiale o puro che si manifestò nelle tradizioni mistiche dell’Asia meridionale. Questo fu il tempo in cui lo Yoga veniva praticato sotto la guida diretta di un Guru e al suo valore spirituale veniva data particolare importanza.



Il sole ebbe la massima importanza durante il periodo vedico. La pratica del “Surya namaskara” potrebbe essere stata inventata a seguito di questa influenza. Il Pranayama faceva parte del rituale quotidiano così come l’oblazione. Sebbene lo Yoga fosse praticato nel periodo pre-Vedico, fu il grande Saggio Maharshi Patanjali che sistematizzò e codificò le pratiche allora esistenti dello Yoga, il loro significato e le sue conoscenze correlate, nei suoi Yoga Sutra.
Dopo Patanjali, molti Saggi e Maestri di Yoga contribuirono notevolmente alla conservazione e allo sviluppo, attraverso le loro pratiche e i loro scritti.
Prove storiche dell’esistenza dello Yoga furono osservate nel periodo pre-vedico (2700 a.C.), e successivamente fino al periodo di Patanjali. Le fonti principali, da cui possiamo ottenere informazioni sulle pratiche dello Yoga, durante questo periodo, sono disponibili nei Veda, negli Upanishad, negli Smriti, negli insegnamenti del Buddismo, nel Giainismo, negli scritti di Panini, nei Purana, ecc.

Il periodo tra il 500 a.C. e l’800 d.C. è il periodo classico, quello ritenuto come momento più fertile e di rilievo della storia e dello sviluppo dello Yoga. In questo periodo sono due le figure di riferimento principali, i due grandi maestri religiosi dell’India: Mahavira e Gautama Buddha. Il concetto dei Cinque grandi voti – Pancha mahavrata, di Mahavir e Ashta Magga o l’ottavo cammino di Buddha – può essere considerato come la natura dello Yoga Sadhana. Troviamo la sua spiegazione più esplicita nel Bhagawadgita che presenta in modo elaborato il concetto di Gyan Yoga, Bhakti Yoga e Karma Yoga. Questi tre tipi di yoga sono il più alto esempio di saggezza umana e ancora oggi le persone trovano pace seguendo i metodi.
Durante questo periodo venne data importanza all’aspetto della mente che venne chiaramente messa in evidenza attraverso lo yoga sadhana. Sia la mente che il corpo possono essere controllati al fine di sperimentare l’equanimità.

Il periodo tra l’800 e il 1700 d.C. è conosciuto come il periodo post classico in cui gli insegnamenti dei grandi Acharyatrayas-Adi Shankracharya, RamanujacharyaMadhavacharya – furono importanti durante questo periodo. Gli insegnamenti di Suradasa, Tulasidasa, Purandardasa e Mirabai furono i grandi contributi in questo periodo. I Natha Yogi della tradizione Hathayoga come Matsyendaranatha, Gorkshanatha, Cauranginatha, Swatmaram Suri, Gheranda, Shrinivasa Bhatt sono alcune delle grandi personalità che hanno reso popolare le pratiche Hatha Yoga durante questo periodo.

Il periodo tra il 1700 e il 1900 d.C. è considerato il periodo moderno in cui i grandi Yoga charya: Ramana Maharshi, Ramakrishna Paramhansa, Paramhansa Yogananda, Vivekananda ecc. hanno contribuito allo sviluppo del Raja Yoga.

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2020)

Eliminare le idee errate

Molti limitano la pratica dello yoga allo Hatha Yoga e Asana (posture). Tuttavia, fondamentalmente, tra gli Yoga Sutra solo tre sono dedicati agli asana.
L’Hatha yoga è un processo preparatorio utile al corpo così che possa sostenere livelli più elevati di energia. Il processo inizia con il corpo, quindi il respiro, la mente e il sé interiore.



Lo yoga è anche comunemente inteso come un sistema di terapia o esercizio fisico per la salute e il fitness. Mentre la salute fisica e mentale sono conseguenze naturali dello yoga, l’obiettivo dello yoga è di più ampia portata.
Lo yoga riguarda l’armonizzazione con l’universo. È una “tecnologia” di allineamento della geometria individuale con il cosmo, per raggiungere il massimo livello di percezione e armonia.
L’obettivo della ricerca è il medesimo del Taiji, sebbene le pratiche siano molto diverse.

Questa pratica millenaria non aderisce a nessuna religione, sistema di credenze o comunità; è sempre stata considerata una tecnica per il benessere interiore. Chiunque pratichi yoga con coinvolgimento può trarne beneficio, indipendentemente dalla propria fede, etnia o cultura.

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2020)

Le scuole tradizionali

Diverse filosofie, tradizioni, lignaggi e Guru dello yoga hanno portato alla nascita di diverse scuole, per esempio: Jnana-yoga, Bhakti-yoga, Karma-yoga, Dhyana-yoga, Patanjala-yoga, Kundalini-yoga, Hatha-yoga, Mantra-yoga, Laya-yoga, Raja-yoga, Jain-yoga, Buddha-yoga, ecc.
Ogni scuola ha i suoi principi e le sue pratiche che servono a giungere allo scopo e agli obiettivi illuminanti dello Yoga.

Pratiche yogiche per la salute e il benessere

Gli Yoga Sadhana ampiamente praticati sono: Yama, Niyama, Asana, Pranayama, Pratyahara, Dharana, Dhyana (meditazione), Samadhi / Samyama, Bandha e Mudra, Shat-karma, Yukta-ahara, Yukta karma, Mantra japa, ecc.

Yama sono restrizioni e Niyama sono osservanze. Questi sono considerati prerequisiti per lo Yoga Sadhana. Gli Asana, in grado di determinare la stabilità del corpo e della mente “kuryat-tad-asanam-sthairyam …”, consistono nell’adottare vari schemi corporei (psico-fisici), creando la capacità di mantenere una posizione corporea (una consapevolezza stabile della propria struttura esistente) per un periodo di tempo considerevole.



Diverse posture di Pranayam consistono nello sviluppare la consapevolezza della propria respirazione seguita da una regolazione volontaria della respirazione come base funzionale o vitale della propria esistenza. Aiutano a sviluppare la consapevolezza della propria mente e aiutano a stabilire il controllo sulla mente. Nelle fasi iniziali, questo viene fatto sviluppando la consapevolezza del “flusso di inspirazione ed espirazione” (svasa-prasvasa) attraverso le narici, la bocca e altre aperture del corpo, i suoi percorsi e destinazioni interni ed esterni. Più tardi, questo fenomeno viene modificato, attraverso l’inalazione regolata, controllata e monitorata (svasa) che porta alla consapevolezza dello spazio/i del corpo che si riempie (puraka), dello spazio che rimane in uno stato pieno (kumbhaka) e si svuota (rechaka) durante l’espirazione regolata, controllata e monitorata (prasvasa).

Pratyhara indica la dissociazione della propria coscienza (ritiro) dagli organi di senso che aiuta a rimanere in contatto con gli oggetti esterni. Dharana indica un ampio campo di attenzione (all’interno del corpo e della mente) che di solito è inteso come concentrazione. Dhyana (meditazione) è contemplazione (attenzione focalizzata all’interno del corpo e della mente) e Samadhi – integrazione.

Bandha e Mudra sono pratiche associate al pranayama. Sono viste come (le) pratiche yogiche superiori che consistono principalmente nell’adottare determinati schemi corporei (psico-fisici) insieme al controllo della respirazione. Ciò facilita ulteriormente il controllo sulla mente e spiana la strada per un conseguimento yogico superiore. sono procedure di disintossicazione, aiutano a rimuovere le tossine accumulate nel corpo e sono di natura clinica.

Gli Yukta-ahara supportano il cibo e le abitudini alimentari appropriate per una vita sana.

La pratica del Dhyana (Meditazione) aiuta nell’autorealizzazione che porta alla trascendenza è considerata come l’essenza dello Yoga Sadhana (La Pratica dello Yoga).

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2020)

Accesori utili per la pratica dello Yoga

Tappetino in sughero antiscivolo

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Sicuramente il miglior prodotto della sua categoria in commercio. Ve lo consigliamo caldamente dopo averlo testato.

Calze antiscivolo da donna per Yoga

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Sono vendute insieme a una retina per il lavaggio delicato in lavatrice e una borsa dove riporle e trasportarle.
Realizzate in cotone naturale organico, morbido e naturale. Perfette per la pratica dello Yoga.

Ruota da Yoga

Questa ruota per lo yoga e stretching ha un diametro di 32 cm e uno spessore 13 cm. Realizzata con una schiuma ibrida TPE, è naturalmente antibatterica e resistente al sudore. Supporta fino a 200kg,  Inoltre è leggera e portatile, pesa solo 1.3 kg.
L’uso di questo dispositivo è consigliabile esclusivamente per praticanti avanzati e per gli insegnanti.

Incenso biologico

Questo incenso è uno dei pochissimi in commercio realizzato al 100% con piante aromatiche naturali e prive di ingredienti sintetici e chimici.
Gli aromi rilasciati aiutano ad alleviare lo stress e l’ansia, migliorano l’umore e la concentrazione. Il tempo di combustione di ogni baccheta è di 50 minuti e nella confezione ci sono 35 bacchette.

Pantaloni da Yoga

Pantaloni morbidi e comodi che seguono la forma naturale del proprio corpo. Il materiale offre eccellente vestibilità e comfort.
Questi pantaloni eleganti sono realizzati in diverse colorazioni e sono ottimi per la pratica dello Yoga.

Letture consigliate

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