Liang De Hua – Intervista: Alle fonti dello stile Yang

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Liang De Hua (Leung Tak Wah) è nato a Hong Kong e vive in Thailandia dall’età di 8 anni. In Cina divenne il discepolo della scuola del lignaggio Gu Lisheng, a sua volta allievo di Yang Shaohou e Yang Chengfu.
Oggi Liang De Hua insegna Taijiquan in Tailandia e ha iniziato a fare seminari a livello internazionale.

Liang De Hua è nato a Hong Kong. Aveva 8 anni quando la sua famiglia emigrò in Thailandia. Suo padre era del Foshan così Liang De Hua da bambino praticò lo stile Hung Gar e Wu Taijiquan. All’età di 23 anni incontrò all’università alcuni insegnanti di Taijiquan che divennero l’origine del suo interesse. In seguito viaggiò in Cina dove divenne un discepolo interno del lignaggio di Gu Lisheng, attraverso il Maestro Chi Qingsheng.




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PAROLA AL MAESTRO LIANG DE HUA

Buongiorno Signor Liang De Hua, potrebbe presentarsi ai lettori?
Lei è un thailandese di origine cinese, è corretto?
Pratica e insegna il Taijiquan della famiglia Yang?
Quando e come ha iniziato la sua pratica?

Buongiorno, mi chiamo Liang De Hua, sono nato a Hong Kong e mio padre era di Foshan, nella regione del Canton (Cina continentale), mentre mia madre era thailandese. A causa di alcuni problemi finanziari lasciammo Hong Kong quando avevo 8 anni, così ci spostammo in Thailandia, terra nella quale dove sono cresciuto.
Dato che mio padre era di Foshan, aveva imparato un po’ di stile Hung Gar e Wu Taijiquan mentre viveva a Hong Kong. Quindi ho iniziato a imparare entrambi gli stili quando ero bambino. Ma a causa di una rissa al liceo, mio padre smise di insegnarmi le arti marziali.
Nel 2000, all’età di 23 anni, lasciai casa dei miei genitori per andare a studiare all’università. Qui conobbi alcuni insegnanti di Taijiquan che diedero il via alla mia passione per quest’arte marziale.
Successivamente viaggia in Cina, dove studiai con svariati Maestri sia il Taijiquan che altri stili marziali, prima di diventare un discepolo interno del lignaggio del Maestro Gu Lisheng. Gu Lisheng (noto anche come Gu Luping) era un discepolo di Yang Shaohou ma studiò anche con Yang Chengfu (fratello minore di Yang Shaohou).
Oggi insegno il Taijiquan stile Yang in Thailandia e in Asia e, più recentemente, ho iniziato a tenere seminari a livello internazionale.

 

La pratica del Taijiquan come ha cambiato la sua vita?

Quando ero ancora piccolo mio padre mi insegnò le arti marziali perché ero in cattive condizioni di salute. A quel tempo non riuscivo nemmeno a correre. Dopo aver iniziato la pratica, le mie condizioni gradualmente migliorarono.
Quando ero al primo anno di università iniziai ad avere problemi con la mia famiglia. Dato che la mia famiglia era cinese l’educazione era molto severa, come imposto dalla tradizione. Questo significa che non potevo mai dire di no, indipendentemente da cosa mi chiedessero. Così decisi di rompere i miei legami e interruppi anche i miei studi universitari. Da quel momento in poi presi una brutta strada: rubavo dati telefonici e li clonavo, vendendo a persone che volevano effettuare chiamate meno costose (in quel momento le chiamate in Thailandia erano molto dispendiose). Imparai a scassinare serrature, borseggiare e molte altre cose illegali.
Un giorno vidi un film su Zhang Sanfeng. Il film raccontava come Zhang Sanfeng dovette cambiare se stesso e su come creò il Taijiquan. Questo film mi rese improvvisamente consapevole di ciò che stavo diventando e del fatto che dovevo cambiare anche io per migliorare la mia vita. Quindi iniziai nuovamente a ricercare nel Taijiquan. A quel tempo avevo denaro ricavato dai miei affari illegali, decisi quindi di vendere tutti i miei telefoni clonati per accumulare un po’ di soldi per trasferirmi a Bangkok. A Bangkok c’erano molti gruppi di Taiji nei parchi. Lì iniziai a praticare lo stile Dong Yingjie che era molto popolare al tempo. Ma al contempo cercavo qualcuno che mi potesse insegnare in privato. Così, alcuni mesi dopo, con alcune raccomandazioni, incontrai il mio primo insegnante.
Vissi e lavorai nel suo negozio come dipendente mentre mi impartiva lezioni quotidiane. Un giorno mi disse che suo cugino maggiore sarebbe venuto dalla Cina e mi raccomandò di studiare con lui. Egli fu il primo insegnante a passarmi il lignaggio di Yang Shaohou. Successivamente imparai molte varianti della vecchia forma classica da quell’insegnante: la forma piccola, la forma breve veloce, ecc. Egli mi insegnò anche la filosofia e le basi dell’Yijing (o I Ching), il libro dei mutamenti. Il suoi insegnamenti furono validi per l’arte marziale ma anche per la vita. Dopo 3 anni, la mia vita ricominciò sotto una nuova luce: tornai all’università e iniziai gli studi di ingegneria in chimica. Più tardi i miei genitori ebbero nuovi problemi finanziari e smisero di mandarmi soldi per gli studi, così iniziai ad insegnare Taijiquan all’università. Questo cambiò la mia vita ancora una volta. Da allora, non ho mai smesso di studiare e insegnare Taijiquan.
Vado in Cina ogni anno per continuare la mia formazione e da quando sono diventato un discepolo interno del lignaggio di Gu Linsheng, ho iniziato a insegnare al pubblico a livello internazionale.
Quindi, posso dire che ho iniziato a imparare Taiji Quan perché stavo cercando qualcosa che desse valore alla mia vita dandomi una direzione verso una vita migliore.

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Ho notato che nel suo insegnamento insiste molto sulla qualità del rilassamento ( Song / 松 ). Potrebbe spiegare perchè secondo lei è così importante?

Nel Taijiquan la cosa più importante non è usare la forza. Se usi la forza non è Taiji. Per esercitarti a non usare la forza devi essere rilassato (Song). Quindi Song è la chiave primaria dell’allenamento.
Il Taijiquan è un’arte interna, quindi dobbiamo fare poco con nostro corpo esterno e focalizzare l’attenzione attenzione sul nostro corpo interno, attraverso l’Yi (intenzione / mente) e il Qi (respiro / energia vitale). Dobbiamo rilassarci (Song) per rilasciare le tensioni che bloccano il nostro corpo, così da lasciarci guidare da Yi e Qi. Se il nostro corpo è rilassato (Song) è possibile muoverlo senza tensioni e il nostro Yi e Qi circolano liberamente. Questo creerà la qualità di Jin senza usare la forza del corpo. Quindi posso dire che non possiamo avere Taiji Jin o potere Taiji se non c’è Song.

 


Pensa che le qualità richieste per produrre energia nel Taiji derivino da un comportamento naturale ormai “dimenticato” o, al contrario, è necessario andare contro natura riprogrammando il nostro corpo con un buon allenamento specifico?

In cinese, quando si parla di Taijiquan, si evoca spesso il termine “Zi ran” che significa “naturale”. Dobbiamo eseguire ogni movimento del Taijiquan in modo naturale: dobbiamo essere rilassati; aprire le nostre articolazioni e il nostro corpo; allineare il corpo con la mente: respirare in modo naturale; lasciare che il Qi affondi, ecc. Ma il problema è che viviamo con cattive abitudini. Usiamo troppa forza muscolare, siamo indeboliti da troppi lavori al computer, veniamo stressati, il che fa alzare il Qi invece che farlo scendere e il respiro diventa corto e a scatti. Inoltre facciamo esercizi muscolari ponendo attenzione sui muscoli visibili che non sono davvero utili nella vita di tutti i giorni.
Quindi, quando inizi a praticare il Taijiquan, come fai a sapere cosa è naturale e cosa non lo è?
Trasformare le nostre cattive abitudini che non sono naturali, non ci sembrerà affatto naturale. Solo quando conosciamo la nostra struttura, le nostre abitudini e le nostre sensazioni, possiamo conoscere ciò che è veramente naturale così da praticare il Taiji seguendo questa strada.

 

Lei pratica le posture statiche (Zhangzhuang)? E, in tal caso, quanto sono importanti? Per quanto tempo consiglia questo esercizio durante una sessione di allenamento?

Posizioni statiche - Maestro Liang De Hua

Sì, le pratico e questo è uno degli aspetti più importanti dell’allenamento del Taijiquan. Nella mia scuola ci sono molte posizioni praticate di Zhang Zhuang (o posture statiche). Ognuna di esse permette di lavorare verso un obiettivo diverso, ma nel complesso hanno tutte dei benefici comuni. Permettono di rilasciare la maggior parte delle tensioni del nostro corpo, di regolare i nostri allineamenti, rilassare il nostro corpo in 6 direzioni; migliorano la nostra capacità di comprendere e sapere come usare le componenti interne: Yi, Qi e Shen; permettono di abbassare il Qi nel Dantian. Zhan Zhuang può aiutarci ad allineare la nostra mente con il nostro corpo e aiuta anche a riempire il nostro corpo con il Qi; quindi le posture statiche sono utili per l’arte marziale così come per la salute. Durante l’allenamento consiglio di tenerle per 20 o 40 minuti, viceversa se adoperiamo le posture per poco tempo non porteranno molti benefici. Allo stesso tempo, se si mantiene una postura per un tempo eccessivamente lungo, ci si può stancare, impedendo così al nostro corpo e alla nostra mente di allinearsi. Possiamo persino farci male se manteniamo una posizione troppo a lungo.

 

Si dice che i fratelli Yang – Yang Shaohou e il fratello minore Yang Chengfu – avessero imparato con gli stessi maestri. Come spiega le differenze, che sembrano piuttosto importanti tra i loro stili?

Hanno imparato la stessa tradizione di famiglia ma, per quanto ne so, prima c’erano molte varianti della forma Yang che potevano adattarsi a qualsiasi personalità e a ogni livello. Questo è il motivo per cui quando guardiamo le forme dei diversi Maestri Yang del passato, sono quasi tutti diversi. Abbiamo iniziato ad avere una forma “standardizzata” solo quando Yang Chengfu ha pubblicato il suo libro e ancora più tardi, quando il governo cinese pubblicò un libro sulla forma semplificata.
In passato ogni insegnante di scuola Yang eseguiva la forma a modo suo, quindi tutti la praticavano in modo diverso. Tutti i maestri della famiglia Yang usavano la stessa forma di base, cioè la forma lunga base (o forma lenta), ma lo facevano in modo diverso. Entrambi i figli di Yang LuchanYang BanhouYang Jianhou, hanno praticato questa forma con variazioni personali. Successivamente Yang Shaohou ha appreso con suo zio Yang Banhou mentre suo fratello, Yang Chengfu, ha appreso direttamente dal padre Yang Jianhou. Ecco perché avevano abilità diverse.
Mentre studiavo entrambi gli stili ho scoperto che la forma di base era la stessa: entrambi iniziavano con la forma lunga.
Lo stile derivato da Yang Chengfu si concentra maggiormente sulla lentezza nei movimenti, aprendo il corpo in posture basse, con l’idea di far scendere il Qi. La sua energia è semplice e diretta. La forma di Yang Shahou sembra meno ampia dall’esterno, ma è piena di stretching e compressioni. I movimenti contengono più cerchi e tecniche con le mani, focalizzandosi maggiormente sul lavoro su Yi-Qi (Mente e Qi), ci sono molti movimenti circolari a “8” interni ed esterni che creano Luo Xuan (movimenti a spirale). Lo stile di Yang Shaohou si concentra maggiormente sulla “piccola” forma veloce, sui Fa Jin, sulle tecniche con le mani e quelle di combattimento.
Per quanto riguarda le mani che spingono (tui shou), lo stile di Yang Shaohou ha più esercizi rispetto a quello di Yang Chengfu, e si concentra maggiormente sui lavori in movimento o addirittura sui lavori con mani e piedi liberi (Lan Cai Hua). Lo stile di Yang Chengfu invece si concentra maggiormente sulle forme statiche di tui shou e sull’abilità del radicamento.

 


Sembra che gli esercizi di spinta con le mani (tui shou) insegnati oggi nella famiglia Yang abbiano subito numerose semplificazioni, specialmente se paragonati a quelli insegnati nel lignaggio Wu Jianquan. Cosa ne pensa e come considera questi esercizi?

Tui Shou - Maestro Liang De Hua

In origine gli esercizi del tui shou erano una forma di allenamento. Quando parliamo di spinta con le mani (tui shou), intendiamo dire sequenze di movimenti codificati, piuttosto che esercizi competitivi o liberi tra due persone.
Oggigiorno molti praticanti non esegue realmente gli esercizi di tui shou. In molti casi sono forme di esercizi divenuti molto semplici o addirittura senza alcuna forma e utili solo per fare una sorta di lotta libera. Provano a essere bravi nel “tui shou” ma non hanno abilità nel combattimento. Ma onestamente questo non è lo scopo del Taijiquan. Come dicevano alcuni maestri di Taiji di stile Yang: lo scopo del Taiji è la salute e l’arte marziale, non il tui shou.

Poiché questo è un esercizio utile all’apprendimento di principi, ci sono molte forme per allenarsi a gestire situazioni diverse. Lo stile Wu deriva da quello Yang, quindi onestamente lo stile Yang ha molte forme di tui shou ed alcune sono uguali a quelle dell’attuale stile Wu. Ad esempio, nel mio lignaggio, si inizia praticando diverse forme di tui shou a una mano, poi si studiano forme di tui shou a due mani, successivamente ci sono: la forma quadrata delle 4 porte; 3 passi avanzando e 3 passi indietreggiando; i 5 passi (Plum Blossom); i passi dei “nove palazzi“; passi circolari; seguiti dal Da Lu.
Tutti questi set di tui shou sono set di allenamento per aiutare i praticanti ad avere familiarità con il cerchi del Taiji e tutte le abilità necessarie come l’energia dell’adesione, le 8 energie di base del Taiji: Peng (ward off), Lu (Roll back), Ji (Squeeze), An (Press), Cai (Pluck), Lie (Split) e Kao (Bump); e allenare tutto questo con i passi corretti.
È importante padroneggiare tutto questo prima di affrontare le spinte libere Lan Cai Hua (calpestare in modo casuale i fiori sul terreno) o il san shou (lotta libera). Solo così saremo in grado di mantenere i principi del Taijiquan e adoperarli in combattimento.

 

Applichi il Fajin durante la spinta con le mani (tui shou)?

Fajin - Maestro Liang De Hua

Sì, nel tui shou, ci sono 4 livelli di pratica che sono: Ting (ascoltare / sentire); Hua (trasformare / neutralizzare); Na (afferrare / controllare) e Fa (emettere / proiettare). Il Fajin è l’energia dell’ultimo livello di pratica, quando si è in grado di controllare l’avversario che cerca di divincolarsi.
L’energia Fajin che viene usata durante il tui shou del Taiji è la long Jin (o Jin), che viene usata per emettere l’energia senza causare danni al partner. Quando applichiamo il Fajin durante il tui shou, non è perchè noi facciamo Fa così da sconfiggere l’altro, difatti il fine è di aiutarsi a vicenda durante la pratica. Usiamo il Fa Jin perchè possiamo controllare il nostro partner a causa del suo errore.
Quando il partner commette errori nei suoi cerchi o nelle sue energie si ritrova sotto il controllo dell’energia Na. È a causa del suo errore che ciò accade, non perché proviamo a spingerlo o a tirarlo per fare il Fa Jin.
Quindi, in pratica, pratichiamo il tui shou per migliorare il controllo e connessione con le nostre energie. Attraverso questo lavoro possiamo ascoltare (Ting) e neutralizzare (Hua), senza essere controllati dal nostro partner.

 

Cosa ci può dire riguardo dell’uso dell’intenzione (Yi) nel suo insegnamento? Come ci si allena?

Nei classici di Taiji, c’è un detto che dice: “Yi e Qi sono i Re, ossa e muscoli sono gli ufficiali” e anche: “Devi usare l’intenzione (Yi) e non la forza (Li))”. Questo significa che dobbiamo usare Yi (l’intenzione) per guidare e controllare il nostro corpo. Quando l’Yi si muove, anche il corpo si muove.
Nel mio insegnamento uso l’Yi per far muovere nelle cinque direzioni: avanti, indietro, destra, sinistra e centro. Se faccio un passo nella direzione della mia intenzione, faccio un passo in avanti, se vado all’opposto delle mie intenzioni, è un passo indietro; se uso il mio Yi a sinistra o a destra, è un passo laterale a destra e a sinistra. Dobbiamo infine essere sempre consapevoli del nostro centro, questo è Zhong Ding. Questo è ciò che conosciamo come “Wu Bu” o “cinque passi” nel Taijiquan. Quindi, l’intenzione Yi ci guida muovendoci nello spazio. Quando eseguo la forma, il mio Yi muove i miei sentimenti/sensazioni e il mio Qi. Il Qi, nel frattempo, guiderà le mie mani e tutto il resto del mio corpo. Questo crea la interiore che l’Yi mi trascina in una direzione direzione, muovendo il mio corpo. Il corpo al contempo deve essere rilassato (Song) e affondato, lasciando che il Yi lo diriga. Yi, la mia intenzione è Yang (attiva) e il mio corpo è Yin (passivo). Con questo tipo allenamento la mia intenzione diventerà potente fino a quando comanderà il mio corpo e, infine, lavoreranno insieme. Questo è ciò che facciamo usando l’Yi e non la forza.

 

Pensa che ci sia una differenza tra come le persone si allenavano in passato e come si allenano oggi?

Sì, penso che ci siano differenze. Una volta Yang Chengfu disse: “Il Taiji è uno“. Questo significa che sebbene il Taiji sia diviso in diverse famiglie come Yang, Wu, Wu / Hao, Sun, tutti fanno la stessa forma lunga in un modo diverso. Ovviamente, al giorno d’oggi, ci sono molte nuove forme semplificate e la maggior parte dei professionisti si concentra su queste forme dimenticando il resto della pratica.
In passato la pratica del Taiji era per la salute e le arti marziali, quindi c’erano molti Neigong (esercizi interni), mentre oggi la maggior parte dei praticanti si concentra sull’aspetto della salute, dimenticando così la conoscenza relativa all’arte marziale. Oggigiorno, anche in Cina, la maggior parte delle persone che praticano il Taijiquan lo fa semplicemente con l’idea di preservare la propria salute o per scopi competitivi.

 


Qual è l’importanza di respirare nella tua pratica e nell’insegnamento?

Questo è molto importante, ma lo pratichiamo passivamente. In alcuni Neigong e Zhan Zhuang, c’è l’allenamento del respiro. Ad esempio nella postura della Tartaruga d’Oro, dobbiamo concentrarci sulla respirazione attraverso la colonna vertebrale fino al punto Mingmen in modo che il nostro respiro si inverta, non abbiamo bisogno di provare a fare un respiro invertito, esso apparirà da solo semplicemente respirando in una postura corretta.
Invece, quando pratichiamo le forme del Taiji, non ci concentriamo sul respiro, altrimenti l’intenzione sarebbe alterata e non potremmo dirigere il Qi e farlo circolare. Il gran maestro Wu Jianquan, fondatore dello stile Taiji Wu, ha detto: “Quando mangiamo o beviamo non abbiamo bisogno di pensare alla respirazione e non ho mai sentito nessuno avere problemi in merito. Ma se ti chiedo di concentrarti sul tuo respiro e controllarlo muovendo il tuo Qi mentre mangi, avrai dei problemi e sicuramente ti farai del male”. Questo è il modo migliore per spiegare perché non dobbiamo controllare la respirazione durante lo studio della forma. Quindi non ci concentriamo sulla respirazione durante la forma, eppure, dopo una certa quantità di pratica, il nostro respiro diventerà più profondo, più lungo e più elaborato. Comincerà ad armonizzarsi con i nostri movimenti. A questo punto ci si sentirà a proprio agio con il proprio respiro e il nostro Qi scorrerà liberamente.

Traduzione dal testo originale inglese a cura di © Valerio Bellone (28 Gennaio 2019), da un’intervista rilasciata in lingua inglese e tradotta successivamente in francese da Emmanuel Agletiner, per la rivista Taichimag n°19.

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