Cosa è il Qi Gong? Spiegazione, storia, pratica, diffusione…

IL QI GONG IN SINTESI

Il Qi Gong è una forma di movimento che comprende svariati metodi, sviluppati nel corso dei millenni in Cina.
Gli esercizi di Qi Gong dinamico sono cicli di movimenti che vengono ripetuti allungando il corpo e la respirazione, al fine di aumentare, tra le altre cose, il flusso dei liquidi corporei e la consapevolezza dello spazio e delle energie circostanti.



Nella pratica del Qi Gong si sfruttano sia movimenti esterni che interni al corpo. Questi movimenti, o flussi interni, nell’ambito delle arti marziali, sono chiamati nei gong, ovvero “lavoro interiore”.
I movimenti interni nei gong rendono il Qi Gong un’efficace pratica per il rilassamento, la serenità psichica, il benessere corporeo e la prevenzione di problemi cronici di salute.

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2017)

STORIA DEL QI GONG

Il Qi Gong (o Chi Kung) nel corso dei millenni è stato conosciuto con molti nomi diversi in Cina. In tempi molto antichi è stato chiamato Tu gu na xin (Espellere il vecchio, assorbire il nuovo), Xing Qi (Muovere il Qi), Yang sheng (Nutrire le forze vitali), Nei gong (Lavoro interiore). Ma la denominazione più comune in passato era Dao Yin (Guidare e condurre), una contrazione di un’espressione più complessa: Dao qi ling he, yin ti ling rou, ovvero “Guidare il Qi porta all’armonia, condurre il corpo porta alla flessibilità”. La spiegazione di quest’ultima espressione è che attraverso il riequilibrio della respirazione puoi fare in modo che il Qi degli organi, dei visceri e di tutti i meridiani sia in armonia; attraverso il movimento degli arti, puoi rendere tutto il corpo più flessibile, agile e armonioso. Questo nome si riferisce ai componenti principali dell’auto-terapia e auto-guarigione: respirazione ed esercizi fisici.



Il termine Qi Gong è quindi relativamente recente. Fu menzionato per la prima volta in un testo attribuito al maestro taoista Xu Sun (morto nel 374 d.C.), ma più probabilmente databile durante la dinastia Ming (1368 – 1644).
La parola Qi Gong, non fu comunque usata nell’accezione corrente di “Arte della coltivazione del Qi”, fino al XX secolo.no ad oggi.

Secondo l’autrice e studiosa taoista Catherine Despeux, la parola Qi Gong apparve nei titoli di due opere pubblicate nel 1915 e 1929, designando la forza proveniente dal lavoro con il Qi e le applicazioni marziali (della stessa forza).

L’uso terapeutico di questo termine porta la data del 1936, quando un certo Dong Hao pubblicò, a Hanzhou, un’opera intitolata “Terapia speciale per la tubercolosi: Qigong”. Da quel momento Qi Gong è stato ampiamente usato in questa accezione medica, rappresentando tutte le discipline auto–terapeutiche composte da esercizi e meditazione, dai tempi antichi fino ad oggi.

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2017)

EFFICACIA DEL QI GONG

L’efficacia del Qi Gong, e il suo impatto favorevole sulla salute di milioni di persone, è stata dimostrata in Cina per migliaia di anni. Sviluppare la forza vitale, o Qi, è uno dei principi del taoismo, religione/filosofia originaria della Cina. I taoisti sono stati gli inventori e i primi divulgatori dell’agopuntura, della fitoterapia cinese (la medicina delle erbe), la manipolazione della struttura osseo-articolare e il concetto Yin e Yang.

Purtroppo la maggior parte di questi importanti contributi sono stati, sino ad ora, contrastati in occidente a causa di enormi barriere culturali e linguistiche. Queste barriere sono state abbattute in una certa misura nella pratica dell’agopuntura, ma per quanto riguarda il Qi Gong sono ancora molto alte e generalmente si crede che il Qi Gong sia un semplice passatempo ginnico di natura dolce.



Per la maggior parte delle persone il primo e più importante vantaggio del praticare Qi Gong con costanza è nel contrastare, attraverso la prevenzione, potenziali problemi cronici di salute quali: disturbi dell’organismo interno, scarsa circolazione, dolore ai nervi, problemi alle spalle e alle articolazioni.

CHIAREZZA MENTALE
Molti problemi fisici sono, almeno parzialmente, dovuti o aggravati da stress mentali e emotivi, quindi l’importanza della tranquillità interiore, sviluppata attraverso il Qi Gong non dovrebbe essere sottovalutata. La pratica del Qi Gong aiuta a gestire lo stress, la rabbia, la depressione, i pensieri morbosi e la confusione generale che minano la stabilità della mente, quando il Qi non è regolato ed equilibrato. Rafforzare e bilanciare l’energia della mente aumenta la capacità di individuare sfumature sottili e percepire il mondo e le sue forme a livelli di complessità sempre crescenti. Le persone che non praticano una forma di sviluppo energetico non riusciranno ad acquisire queste abilità.

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2017)

I TRE TESORI

Il Qi Gong è utile anche sul piano spirituale. Lo scopo ultimo di tutte le pratiche taoiste interne è la trasformazione alchemica del corpo e della mente, che porta all’unione con il Tao. Sentire l’energia nel proprio corpo permette di capire l’energia dei pensieri e delle emozioni, e questo porta a comprendere l’energia dello spirito. Da qui è possibile comprendere appieno l’energia della meditazione o del vuoto attraverso il quale è possibile diventare uno con il Tao.

Secondo il taoismo, ogni essere umano contiene “i tre tesori”: Jing (l’energia dello sperma e delle ovaie o l’essenza del corpo fisico), Qi (energia dei pensieri e delle emozioni) e Shen (lo spirito o il potere spirituale). Mentre wu (il vuoto) dà vita e integra i tre tesori.

I taoisti usano l’energia della vita pervasiva come base di indagine spirituale. L’obiettivo finale, diventando uno con il Tao, è stato chiamato in molti modi: “illuminazione”, “incontro con il Padre Eterno”, “raggiungere il Nirvana” e “comprensione ultima”. Ma per raggiungere questi stadi i taoisti ritengono che sia meglio iniziare con l’energia del corpo, per poi progredire, attraverso l’emozioni e i pensieri, verso il potere spirituale.



L’idea comune in occidente, e nell’oriente contemporaneo, è che una volta raggiunto lo stato di vuoto si deve rimanere in quella condizione, ma questa idea è del tutto sbagliata e figlia dell’ignoranza. La condizione di vuoto (wu) è semplicemente uno stato che si impara a conoscere e nel quale si passa del tempo, dato che fin quando si vive in ​​un corpo fisico, i bisogni fisiologici continuano a esercitare importanti richieste che è impossibile, oltre che sbagliato, negare, dimorando costantemente nel wu. In ogni caso il taoismo ha sviluppato tecniche molto avanzate per lavorare e familiarizzare con l’energia wu.

Il Qi Gong non deve spaventare perché può essere praticato da persone interessate esclusivamente ad un corpo sano e non alle questioni psicologiche e/o spirituali. Ad esempio per generazioni il Qi Gong è stato utilizzato da artisti marziali molto avanzati, rimasti inconsciamente privi dello sviluppo spirituale. Tuttavia, la pratica spirituale taoista inizia con la pratica del qi gong, indipendentemente dal livello di realizzazione che si vuole raggiungere.

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2017)

PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE

Molte persone coinvolte nelle discipline spirituali concentrano la loro attenzione sull’illuminazione, un processo che infortuna il corpo e agita la mente. Il tentativo di allenare le discipline spirituali superiori senza prima eliminare i blocchi energetici emotivi e del corpo fisico causa l’equivalente di un sovraccarico nel sistema di un impianto elettrico, poiché le pratiche spirituali (quali la meditazione e la preghiera profonda) potrebbero generare molta più potenza di quanto il corpo e la mente non abbiano imparato a gestire, generando così un cortocircuito.
Un esempio tipico è il fanatismo religioso: persone che concentrano tutta la loro attenzione verso energie che non sanno gestire e che esplodono nel modo opposto, rispetto a una pratica portata avanti in modo corretto e sano.



Svariati monaci provenienti da diverse sette buddiste cinesi hanno dovuto cercare maestri taoisti per riparare i danni ai loro sistemi fisici e mentali, causati da tecniche di meditazione eccessivamente forti. È per questo che il Qi Gong è una pratica preparatoria per la meditazione taoista. Il Qi Gong può aiutare a calmare una mente agitata e le emozioni negative, può rafforzare i nervi, eliminare i blocchi energetici e dare stabilità al corpo e alla mente.

Tuttavia, il solo Qi Gong è normalmente insufficiente a risolvere e fermare gravi e traumatici blocchi emotivi o spirituali all’interno degli strati più profondi della coscienza. Abilità che invece appartengono al regno più avanzato della meditazione taoista.

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2017)

PRATICATO DA 5000 ANNI

Da 5000 anni i taoisti praticano tecniche per lo sviluppo del qi, ma la maggior parte dei moderni praticanti sono riluttanti a dichiarare pubblicamente che usano il Qi Gong e altri lavori energetici, preferendo lasciare private queste abitudini.

Gli Stati Uniti e l’Europa sono attualmente assediati dai culti. In linea generale, le persone coinvolte nel Qi Gong fanno del loro meglio per evitare un’identificazione culturale. Così il Qi Gong è qualcosa che si fa, qualcosa che dona semplicemente benessere alla propria vita. Tuttavia avendo il qi gong effetti potenti, alcuni gruppi di culto ne hanno incorporato le tecniche per attirare nuovi discepoli. Il fenomeno dei culti è qualcosa che la Cina ha vissuto molte volte e ha ritenuto non più essenziale in termini di evoluzione umana e dello sviluppo della coscienza.



I taoisti usavano il Qi Gong per rendere più sano il corpo, la mente chiara e bilanciata e le emozioni calme, così da far aumentare le capacità spirituali. Non credevano che la pratica del Qi Gong dovesse diventare l’ennesimo cuneo per dividere le persone in gruppi contrapposti.

Il Qi Gong è stato sviluppato principalmente come un esercizio per mantenere le persone in buona salute e ridurre le tensioni e ad oggi è praticato da persone di tutte le correnti spirituali e religiose. Anche se la base del Qi Gong è il taoismo, una delle principali religioni orientali, non c’è bisogno di imparare o credere agli eventuali dogmi sviluppatisi nel tempo.

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