Shiatsu, storia e diffusione di questa tecnica terapeutica

Storia breve dello shiatsu

Il massaggio shiatsu è stato inventato dal giapponese Tokujiro Namikoshi negli anni ’20 del 1900. Tuttavia esso deriva da una modalità di massaggio giapponese nota come Anma ed essa, a sua volta, deriva dal massaggio tradizionale cinese conosciuto oggi come Tui Na.
Pertanto ci sembra appropriato affermare che la storia dello Shiatsu inizia con l’introduzione del Tuina dalla Cina in Giappone, intorno al VI secolo d.C.
Quando i monaci portarono una combinazione di buddismo, taoismo e confucianesimo dalla Cina al Giappone, il commercio aprì la comunicazione tra Cina e Giappone e nel VII secolo e una delegazione di studenti giapponesi venne inviata dal Prinicipe giapponese in Cina al fine di studiare medicina e cultura cinese.

Medicina tradizionale cinese e Tuina

Tui Na, talvolta pronunciato tunia (推拿) significa “spingere, sollevare e spremere”, ed è una forma di massaggio cinese che viene praticata applicando una pressione ritmica su tutto il corpo usando le mani e le dita. Le sue tecniche includono palpazione manuale, sfregamento, impasto e pressioni (maggiori informazioni sul Tui Na le trovi qui).

 

Il Tui Na venne introdotto per la prima volta in Giappone intorno al 700 d.C. Esso divenne velocemente la forma di massaggio dominanate praticata negli ospedali del governo in tutto il Giappone.

Da Tuina ad Amna

Il Tuina venne con il tempo modificato dai praticanti giapponesi. Durante il 1300 il medico e massaggiatore Akashi Kan Ichi creo una nuova modalità che venne chiamata Amna.

Ma questa nuova modalità di massaggio impiegò 300 anni prima di divenire nota e praticata. Infatti fu solo nel 1600 che Amna venne resa popolare da Sugiyama Waichi, un famoso medico e agopuntore dell’epoca. È importante sottolineare che Sugiyama Waichi era divenuto cieco e questa cosa influenzò profondamente la cultura della professione del massaggiatore nei tempi che seguirono. Difatti nel corso delle successive generazioni il massaggio venne ampiamente praticato dalle persone cieche. Addirittura in varie occasioni il governo giapponese fece protezionismo nei confronti dei ciechi, limitando la professione ai soli non vedenti, dato che era uno dei pochi modi in cui questi potevano guadagnare del denaro.
Sfortunatamente, poiché al tempo non esistevano mezzi per la formazione e l’istruzione dei non vedenti, le loro conoscenze mediche erano scarse rispetto a quelle dei loro colleghi medici ed erboristi. Pertanto rimanendo i praticanti di Anma arretrati dal punto di vista culturale, il massaggio Amna acquisì la reputazione di essere utile solo per il rilassamento.



Da Amna a Shiatsu

Proprio come successe per il Tuina che venne modificato sino a divenire Amna, anche Amna venne influenzato con il passare del tempo e attraverso altre tecniche e conoscenze che lo fecero, successivamente, diventare Shiatsu.

 

Nel 1919 il massaggio Shiatsu venne creato da Tamai Tempaku, che pubblicò un libro chiamato Shiatsu Ho (metodo di pressione delle dita). Il suo libro combinava Anma, Ampuku (un’antica forma di massaggio addominale usato in gravidanza e parto) e Do-In (esercizi terapeutici), con i principi di anatomia e fisiologia sviluppati in occidente.

 

Nel periodo Taisho (1911-1925) lo Shiatsu fu definito per la prima volta in base alla Legge Shiatsu. Ma solo nel 1955 lo Shiatsu fu legalmente approvato come parte del massaggio Anma.
Nel 1957 la Japan Shiatsu School fu ufficialmente autorizzata dal Ministro della Salute e del Benessere e, nel 1964, lo Shiatsu fu finalmente riconosciuto come una terapia a sé stante, distinta dal Swedish Massage e da Anma.
Ad oggi queste tre diverse terapie sono regolate da una legge in Giappone e lo Shiatsu è completamente incorporato nel sistema sanitario giapponese.

 

Per comprendere la lotta politica per il riconoscimento dello Shiatsu in Giappone, è necessario spiegare gli effetti delle forze occupazionali statunitensi. Quando queste conquistarono il paese nel 1945 fu emanata una direttiva per vietare tutte le terapie tradizionali. Ne conseguì così un’estesa battaglia legale da parte dei praticanti di Agopuntura, Moxibustione e Shiatsu, per far ripristinare i loro diritti alla pratica. I praticanti al fie di essere legittimati dovettero annacquare i principi tradizionali dietro le loro pratiche e definire il loro lavoro in termini medici occidentali, al fine dell’approvazione per le loro terapie. Naturalmente questo compromesso ha avuto un peso non indifferente e può aiutare a spiegare la divergenza delle tecniche praticate oggi in tutto il mondo sotto il nome di “terapia Shiatsu”.

 

In questa fase è importante discutere degli enormi contributi all’evoluzione dello Shiatsu apportati da tre individui giapponesi nel corso del ventesimo secolo. Questi uomini furono:

  • Tokujiro Namikoshi
  • Shizuto Masunaga
  • Katsusuke Serizawa

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2020)

Le tre scuole e i tre protagonisti dello Shiatsu moderno

Tokujiro Namikoshi

Tokujiro Namikoshi scoprì il suo sistema di Shiatsu attraverso tentativi ed errori, crebbe a Hokkaido, un’isola nel nord del Giappone nella quale la sua famiglia si trasferì quando era un bambino (1905). A causa degli estremi climatici, sua madre sviluppò l’artrite al ginocchio che si trasformò in artrite reumatoide in diverse delle sue articolazioni. Le mani di Tokujiro si dimostrarono fatate ed egli scoprì che i suoi trattamenti alla madre erano più efficaci se aumentava il suo rapporto tra pressione e tecniche di sfregamento. Alla fine il corpo della madre guarì. Più tardi Tokujiro si rese conto che premendo sui muscoli posti nei lati della regione centrale della colonna vertebrale, venivano stimolate le ghiandole surrenali a produrre cortisolo, la cura per i reumatismi.

Tokujiro aprì l’Istituto di terapia Shiatsu a Hokkaido, nel 1925, dopo aver completato gli studi di Anma e massaggio occidentale. Lasciò la scuola di Hokkaido sotto la supervisione di alcuni dei suoi studenti nel 1933 e andò a Tokyo per formare lì una scuola di Shiatsu. Ci vollero diversi anni e la cooperazione di altri, ma nel 1940 aprì il Japan Shiatsu Institute di Tokyo. Due anni dopo, quando lo Shiatsu fu legalmente approvato come parte dell’Anma, nel 1957, la scuola fu legalmente autorizzata dal Ministro della Salute e del Welfare, con il nuovo nome, la Japan Shiatsu School. Questa scuola ebbe molto successo. Il figlio di Tokujiro Toru trascorse sette anni, insegnando Shiatsu in Europa e negli Stati Uniti, contribuendo così all’espansione della pratica a livello globale.

Lo stile Namikoshi prevede un trattamento molto completo di tutto il corpo, ma forse a causa dell’ossessione di Tokujiro di legittimare lo Shiatsu facendolo riconoscere dal governo giapponese, fece appello alle teorie mediche occidentali e così  non incorporò la teoria dei meridiani nel suo stile. Il suo stile richiede una conoscenza approfondita della struttura muscolo-scheletrica del corpo e del sistema nervoso e i punti neuro-muscolari.



Shizuto Masunaga

Nell’ultima parte del ventesimo secolo Shizuto Masunaga riportò lo Shiatsu alle sue radici orientali, enfatizzando i meridiani e la teoria dei Cinque Elementi (tornando quindi all’origine del Tui Na). Egli era uno studente di psicologia occidentale e medicina cinese, molto interessato agli aspetti spirituali, psicologici ed emotivi degli individui. Ciò lo portò alla creazione dello Zen Shiatsu che riflette l’approccio semplice e diretto alla spiritualità esibito dai monaci buddisti giapponesi. Zen Shiatsu ha introdotto un sistema diagnostico noto come Kyo / Jitsu, che spiega gli squilibri energetici nei meridiani, in base alle carenze Kyo e agli eccessi Jitsu (un concetto simile al dosho dell’Ayurveda, ma meno complesso e completo).
Presenta anche gli esercizi Makko-Ho, che sono esercizi appositamente progettati per aiutare gli individui a correggere gli squilibri nel flusso di energia Ki (traslitterati anche Qi o Chi) attraverso i propri canali e meridiani. Masunaga aprì il centro Iokai Shiatsu a Tokyo.

Masunaga ha anche sviluppato una forma di diagnosi addominale nota come diagnosi di Hara e ha esteso i tradizionali meridiani di agopuntura per includere alcuni meridiani supplementari. Dopo la sua morte, il suo lavoro è stato portato avanti, non solo in Giappone, ma anche in Europa e negli Stati Uniti. La sua sensibilità verso tutti i modi di lavorare con il Ki, ha reso questo stile di Shiatsu molto popolare in tutto il mondo.

Katsusuke Serizawa

La terza figura degna di nota nello sviluppo dello Shiatsu in questo secolo è Katsusuke Serizawa, che si concentrò sugli Tsubos (punti efficaci sui meridiani). È stato in grado di dimostrare l’esistenza di Tsubos usando le moderne misurazioni elettriche della pelle. Chiamò il suo sistema di terapia Tsubo e sostenne l’uso di qualsiasi tipo di stimolazione degli Tsubos, dalla moxibustione all’agopuntura sino alla digitopressione. Uno stile di Shiatsu noto come digitopressione Shiatsu è un derivato occidentale della terapia Tsubo.

Esistono moltie varianti odierne di queste tre forme principali. Ogni forma combina i componenti di questi stili tradizionali in un modo o nell’altro. Ciò che tutti i metodi hanno in comune è la manipolazione del Ki, e tutti i metodi comportano “l’appoggiarsi”, in un modo o nell’altro, per applicare lo Shiatsu al corpo del trattato/paziente/ricevente.

Testi e ricerche a cura di © Valerio Bellone (2020)

Strumenti utili nello Shiatsu

Materasso massaggio a terra

Tradizionalmente il massaggio Shiatsu si praticava a terra, su dei materassini. Se questo è il tuo tipo di pratica ti segnaliamo questo modello che ha uno spessore di 2 cm e si presta benissimo al massaggio Shiatsu.
Meglio acquistare la misura di 200×200 cm dato che durante la pratica devi muoverti intorno alla persona trattata.

Lettino da massaggio

Se è vero che il massaggio shiatsu tradizionalmente si praticava a terra è altrettanto vero che esistono vari stili e contaminazioni che consentono di praticare lo shiatsu anche sui lettini da massaggio, riuscendo comunque a creare le giuste pressioni. Inoltre il lettino si dimostra utile con le persone che non hanno familiarità nel distendersi a terra o hanno particolari problematiche che gli rendono difficile sdraiarsi sul pavimento.
In caso la tua pratica preveda questa tipologia di massaggio, ti consigliamo questo best-seller: un lettino comodo da montare e smontare, gradevole alla vista e comodo. Munito anche di una borsa per il trasporto.

Materasso massaggio shiatsu portatile

Se hai bisogno di trasportare il materasso da massaggio presso l’abitazione dei tuoi pazienti o nei vari centri nei quali pratichi, allora ti consigliamo questa versione acquistabile in svariate misure. Noi ti conigliamo, se hai abbastanza spazio a disposizione, quella da 180×200 cm, così avrai maggior libertà di movimento e manovra.

Futon ad alto spessore, pieghevole

Se quelo che ti serve è un materasso con più spessore, questo modello con misure 195 x 65 x 8 cm, fa al caso tuo.
Oltre a essere economico, è anche sfoderabile e pratico da piegare per il trasporto.

Letture consigliate per i praticanti e studiosi di shiatsu

Toru Namikoshi, 1985. Il libro completo dello shiatsu. Traduzione a cura di S. Bonarelli – Mediterranee
Shizuto Masunaga e Wataru Ohashi, 1983. Zen shiatsu. La terapia shiatsu secondo i principi dello zen. Traduzione a cura di S. Bonarelli – Mediterranee
Wilfried Rappenecker e Meike Kockrick, 2016. Atlante di shiatsu. I meridiani dello shiatsu zen. Traduzione a cura di G. Guerini – Masson
Wilfried Rappenecker, 2003. I cinque elementi e i dodici meridiani. Per lo shiatsu, l’agopuntura e la fisioterapia – Mediterranee
Fabio Zagato, 2015. I meridiani Shiatsu – Atlante Edizioni
F. Bottalo, 2003. Il grande libro dello shiatsu – Xenia
F. Bottalo, 2014. Il volo del cuore – FinisTerrae



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