Come usare l’energia? Abbracciare gli alberi per curarsi – Le tecniche taoiste

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Premessa

Secondo gli insegnamenti taoisti gli alberi sono esseri molto potenti e oggi sappiamo che sono presenti sulla terra da ben prima della comparsa di noi esseri umani. Gli alberi possono essere molto longevi e vivere migliaia di anni. L’albero più vecchio, tra quelli conosciuti, ha più di 4800 anni, è stato chiamato Matusalemme e si trova nelle White Mountains (California, USA). La sua posizione è mantenuta segreta per evitare che qualcuno possa danneggiarlo. Altri alberi viventi famosi per la loro longevità sono: Sarv-e Abarqu, un cipresso di 4.000 anni che si trova in Iran e Llangernyw Yew, un tasso di 4.000 anni nel Galles del nord (UK). Ma ne esistono molti altri in altre parti del mondo.

Gli alberi, oltre ad assorbire l’anidride carbonica e trasformarla in ossigeno – primo tra gli elementi vitali per gli umani – hanno anche la capacità di assorbire l’energia negativa e trasformarla in positiva.
Le radici degli alberi scavano in profondità nella terra, più queste sono profonde e più in alto i rami dall’albero si estendono verso il cielo. Quindi si dice che gli alberi assorbano l’energia della terra e la forza del cosmo.
Secondo il taoismo gli alberi sono le piante spiritualmente più elevate sulla Terra, grazie alla loro costante dimensione “meditativa” e al lavoro che compiono con le energie sottili. Per questo motivo gli studenti taoisti sono incoraggiati a meditare tra gli alberi così da liberarsi dalle energie negative. Gli alberi sono quindi visti come una fonte di guarigione emotiva e fisica e loro stessi come una sorta di meditatori capaci di filtrare le energie che muovono la vita e non solo.

Si può stabilire una relazione con gli alberi quando si inizia a comprendere la loro lingua. Una volta instaurato un “dialogo”, gli alberi possono aiutarci ad aprire i canali energetici utili a coltivare la calma, la presenza consapevole e la vitalità. Allo stesso tempo non bisogna credere che la relazione con gli alberi sia a senso unico. Anche gli alberi possono trarre vantaggio da noi e possiamo aiutarli a eliminare i loro blocchi e le parti devitalizzate. Quindi, come in ogni altra relazione, si trae vantaggio l’uno dall’altro.

Un’altra cosa da sapere è che non tutti gli alberi sono disposti a essere nostri “amici”. Come ogni altra creatura anche gli alberi possono essere indifferenti alla nostra presenza, non volere intraprendere uno scambio o persino sottrarci energia, senza restituirci nulla. Tra gli antichi era noto che esistevano parti di foresta nelle quali l’energia era tutt’altro che amichevole o positiva e per questo motivo alcune zone venivano accuratamente rispettate ed evitate. Ai giorni nostri quasi più nessuno crede a queste cose e il tutto viene ridotto a false credenze e superstizioni. Questo perchè la maggior parte delle persone non ha più la capacità, il tempo e la voglia di mettersi in ascolto di quel che non conosce, quindi ci si limita a riconoscere come vero quel che è già noto.

In realtà, connettersi agli alberi è più “semplice” di quanto si possa credere e a differenza di pratiche estremamente complesse come il Taijiquan o lo Yoga, trarre giovamento dalla pratica con gli alberi non richiede capacità innate o di altissimo livello. Ma come ogni altro sapere, anche nella pratica con gli alberi, più si pratica e più si comprende davvero.

Come usare l’energia qi (o chi) degli alberi per i processi di auto cura?

Segui i passagi successivi per scegliere l’albero giusto, stabilire con lui una relazione energetica e quindi curarti.

1. Come scegliere l’albero giusto?

Gli esseri umani hanno utilizzato, sin dalla notte dei tempi, gli alberi o alcune loro parti, per creare elisir e farmaci. Con il passare dei millenni hanno poi scoperto quale tipo di albero era utile per ogni problematica.

In linea generale gli alberi più grandi sono i migliori con i quali relazionarsi, come per esempio i pini. Questi alberi irradiano qi, nutrono il sangue, rafforzano il sistema nervoso e aiutano nella longevità, nutrendo anima e spirito.
I pini, che sono spesso i protagonisti delle attenzioni nella antiche poesie e dipinti cinesi, sono considerati “alberi immortali”. Ma questi alberi ovviamente non sono gli unici alberi da considerare buoni per la pratica.
Oltre alla dimensione fisica dell’albero, un altro fattore energetico di rilievo è la vicinanza con l’acqua. I grandi alberi accomodati vicino ai ruscelli possono essere dei buoni amici e compagni di coltivazione.

Ogni albero ha caratteristiche diverse, alcuni sono più caldi e altri sono più freddi e attraverso la pratica costante si diventa abili a distinguere le caratteristichr di ogni albero.

Di seguito sono elencate le caratteristiche curative specifiche di alcune tipologie di albero:

  • Il cipresso e il cedro hanno la capacità di abbassare la temperatura e possono alimentare l’energia Yin.
  • I salice elimina l’umidità in eccesso nel corpo, riduce la pressione sanguigna, rinforza le vie urinarie e la vescica.
  • L’olmo può calmare la mente e rafforzare lo stomaco.
  • L’acero aiuta a ridurre il dolore.
  • Il carrubo aiuta a eliminare il calore interno e le condizioni di equilibrio del cuore.
  • Il baniano (fico bengalese) purifica il cuore e aiuta a eliminare l’umidità dal corpo.
  • L’abete aiuta ad assorbire i lividi e contribuisce a guarire le fratture ossee.
  • Il biancospino aiuta la digestione, rinforza l’intestino e combatte la pressione bassa.
  • La betulla aiuta ad abbassare la temperatura corporea, elimina l’umidità e disintossica il corpo.
  • Il prugno nutre la milza, lo stomaco, il pancreas e calma la mente.
  • Il fico aiuta a eliminare il calore in eccesso nel corpo aumentando la salivazione, nutre anche la milza e aiuta a curare la diarrea.

NOTA: I piccoli alberi non hanno abbastanza energia da donare, mentre gli alberi giganteschi potrebbero “annegarti” di energia. Ogni cosa necessità di equilibrio, anche quando si parla di energia vitale (qi), il troppo non è qualcosa che porta al benessere. Quindi è meglio scegliere alberi di grandi dimensioni e robusti (non malati e non giganti).
Talvolta la nostra visione romantica della natura ci spinge a preferire le cose “sensazionali”, ma quando si parla di energia bisogna dare ascolto alle sensazioni profonde e non alle sovrastrutture culturali della mente.

2. Come stabilire una relazione energetica con l’albero scelto?

Prima di creare un rito di comunione con l’albero si deve “osservare” la personalità dell’albero. Ci sono alberi che sono molto generosi e danno rapidamente l’energia di cui si ha bisogno. Altri alberi invece sono deboli o malati e hanno bisogno della energia curativa umana.
Alcuni alberi sono molto amichevoli mentre altri sono semplicemente indifferenti. Solo l’esperienza ti porta, nel tempo, a riconoscere quale albero “funziona” meglio per l’avvio di una relazione. La relazione con l’albero è un’esperienza che per essere compresa davvero deve andare oltre il superficiale. A livello superficiale tutti noi percepiamo un senso generale di benessere stando sotto gli alberi. Ma la vera pratica con gli alberi va oltre questo e fa percepire quel che è buono e quel che non lo è. Una pratica costante può far percepire quando un albero è di aiuto e quando invece ricerca aiuto.
Di base bisogna avere il cuore aperto e nutrire senso di rispetto, senza pretenedere che gli alberi si pieghino ai propri scopi e alle proprie necessità. Per comprendere questo domando: andresti mai da una persona che non conosci pretendendo con la forza che questa ti faccia un massaggio benefico? Ovviamente no. E il motivo è che una persona obbligata a fare qualcosa non mette un’energia benefica in quel che fa. Gli alberi non sono diversi in tal senso. Quindi, onde evitare che gli alberi ci sottraggano qualcosa, piuttosto che darci il loro supporto, è bene instaurare una relazione di reciproco rispetto e scambio, prima di avanzare richieste.

Detto questo, la cosa più importante, quando si stabilisce una connessione con un albero, è di essergli vicino in modo da poterlo toccare, aprirsi senza vergogna ed essere chiari nel proprio intento mentre si mostra amore.

Attivando il seguente processo si può stabilire una relazione energetica con l’albero:

  1. Toccare
  2. Aprire il cuore
  3. Essere sinceri
  4. Dare amore

Assicurati di trascorrere almeno 30 minuti con l’albero. Tuttavia alcuni alberi potrebbero rispondere più rapidamente o più lentamente.

Le tecniche per entrare in contatto con gli alberi (in ordine di difficoltà)

1. Abbracciare gli alberi

In piedi davanti all’albero si osserva (in modo non dettagliato) il tronco dell’albero e vi si poggiano le mani e gli avambracci al fine di assorbire l’energia dell’albero, per poi restituirla, usando xinyi-shen (cuore-mente-spirito)
Per questo scambio con l’albero si usa un ciclo yin nel quale si sfruttano i palmi e la parte interna delle braccia e un ciclo yang nel quale si adoperano i polpastrelli e il dorso delle mani.

2. Stare seduti davanti all’albero

Si sta seduti mantenendo una posizione eretta e verticale della schiena, a una distanza tale da consentire ai palmi delle mani di essere poggiate sul tronco dell’albero. Osservando il tronco dell’albero, vi si poggiano i palmi delle mani che si usano per assorbire il qi. Il qi si fa risalire al punto baihui (sommità del capo) per poi farlo affondare (facendolo passare attraverso tutti i punti energetici principali) sino al punto yongquan (sotto la pianta dei piedi). Da lì si fa affondare in profondità nel terreno sino alle radici dell’albero che a sua volta farà risalire il qi dal tronco per farlo giungere nuovamente ai palmi delle mani. A questo punto il ciclo ricomincia.

3. Meditazione sotto l’albero

Si assume una delle canoniche posizioni meditative stando sotto l’albero e si pratica il proprio sistema di meditazione. In questo caso la schiena può anche essere (a livello principianti) poggiata sul tronco dell’albero. Si assorbe l’energia dell’albero attraverso i diversi punti energetici (nello yoga conosciuti come chakra).

4. In piedi di fronte all’albero (meditazione in posizione eretta)

Si prende posizione davanti l’albero nella posizione dell’orso, ovvero in piedi con le articolazioni aperte (rilassate).
Si inizia ad assorbire il qi attraverso il punto baihui (sulla sommità del capo) e lo si fa scendere sino al punto yongquan (sotto la pianta dei piedi), facendolo passare attraverso tutti i punti energetici (snodi) principali.
Una volta che il qi è affondato sino al punto yongquan lo si fa scendere sotto terra alle radici più profonde dell’albero, che a sua volta lo farà risalire in alto per restituirlo.
Il processo si ripete in modo circolare.

I processi appena descritti in modo generale richiedono una padronanza basica delle diverse tecniche provenienti da tradizioni quali Yoga, Qi Gong, Taijiquan e Meditazione. Per approfondire l’argomento può essere utile trovare un insegnante per una di queste discipline. In ogni caso, per la prima pratica (abbracciare l’albero) si può beneficiare sin da subito, mettendosi alla prova con costanza; sarà l’albero stesso a guidare la pratica, insegnando (nel tempo) a riconoscere il giusto metodo e le sensazioni corrette.

Come inizia il processo di guarigione?

Costruire una relazione con un albero richiede più tempo rispetto a quello necessario a costruire una relazione con una persona quindi, per prima cosa, bisogna visitare regolarmente l’albero.
Continuando a tornare dallo stesso albero è probabile che inizi un’amicizia duratura.

Attenzione, se l’intento non è di scambio ma solo di prelevare energia dall’albero, è meglio cambiare di volta in volta l’albero (livelli avanzati) per almeno due motivi.

  1. Non è giusto pretendere energia sempre dallo stesso albero senza restituirgli nulla – le altre creature non andrebbero mai “vampirizzate”.
  2. Molti alberi potrebbero risentirsi della pretesa energetica e con il passare dei giorni potrebbero diventare indifferenti o “vendicativi”.

Una volta che si visita regolarmente un albero, questo inizierà ad aspettarti. In alcuni casi – può sembrare assurdo – all’albero amico potrebbe iniziare a mancargli la tua presenza. Come in ogni rapporto (basta pensare a quello con gli animali domestici quali cani e gatti), non si può pretendere al bisogno e abbandonare una volta che si è raggiunto il proprio scopo. Il tipico modello utilitaristico-materialista della nostra società contemporanea non genera e/o lascia nulla di buono nel mondo.

Creare una comunione spirituale con gli alberi è come fare l’amore, richiede tempo e tenerezza. Quando si riesce a stabilire questa comunione non si ha più bisogno di controllare il processo di scambio. Tutto avviene con maggiore naturalezza. A quel punto di deve consentire all’albero di guidare verso il processo di guarigione. Questo potrebbe risolvere il tuo problema di salute a livello fisico e in ogni caso è certo che guarirà l’aspetto spirituale del tuo problema.

© Valerio Bellone

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